TIPOLOGIE DI ATTIVITA' DELLA LUDOTECA DI PESARO

Proposta ludico-didattica per le scuole (gruppi-classe su prenotazione).
Proposta ludica permanente (in orari extra-scolastici con entrata libera o come alternativa alla proposta didattica).
Proposta formativa per adulti; progetti in rete con altre realtà del territorio.

FINALITA'

Stimolare riflessione e consapevolezza verso il sistema complesso del mondo circostante, con particolare accento sui temi del rifiuto, reciclo e riuso in rapporto a una visione il più possibile globale di sviluppo sostenibile, etico ed estetico.

METODOLOGIA

Approccio ludico, in quanto caratteristica “propria” di una ludoteca. Caratterizza in particolare le attività rivolte ai bambini.
Approccio ecologico, che si evidenzia non solo nei temi delle attività ma in tutte le scelte, evitando il consumo troppo rapido e acritico di materiali, idee, attività, rapporti interpersonali. Questo aspetto metodologico ci fa soffermare in particolare sul significato più ampio di “rifiuto” e “riciclo”.
Approccio estetico, ovvero di attenzione e cura per ogni aspetto “materiale”.
Questo approccio metodologico ci fa soffermare in particolare sul concetto di “riuso”, rendendo necessaria, in sintesi, una premessa sul rapporto complesso fra riuso/funzionalità/estetica. Cercando di andare oltre i percorsi fin troppo battuti e diventati ormai di tendenza sul riuso ludico di alcuni materiali, non va dimenticato che il primo e più genuino ready-made nasce spontaneamente dalla necessità e dalla praticità insiti nella cultura contadina, come soluzione funzionale di problemi quotidiani in un contesto in cui l’idea dell’”usa e getta” non esiste.

Nella nostra realtà il riuso non è più necessità, ci troviamo anzi circondati da troppi oggetti “brutti” e inutili. Perché un bambino dovrebbe preferire un gioco “vecchio” e aggiustato quando può senza fatica averne uno nuovo? Considerando anche che i giocattoli di oggi durano molto poco e spesso non “vivono” abbastanza –o non hanno le caratteristiche- per far maturare un valore affettivo. Perdendo quindi il suo scopo funzionale originario (che peraltro aveva una sua estetica intrinseca), il ready-made non può prescindere da nuove potenzialità di esplorazione creativa e da un nuovo valore estetico, che susciti fascinazione e interesse.
Approccio etico, legato inevitabilmente ai temi delle finalità di Riù, ben lungi dal voler dare risposte certe e definitive, vuole invece stimolare su più livelli consapevolezza e discussione.
Si riflette in modo non esplicito nelle scelte per le attività dei bambini, mentre diventa centrale nei progetti di più ampia portata, insieme ai temi -fra loro collegati- di uomo e natura, sviluppo, economia.

SPAZIO

Lo spazio di Riù esprimere “fisicamente” un’identità ben definita, riferendosi sia all’approccio ludico che a quello ecologico ed estetico indicati nella metodologia.
La flessibilità è una caratteristica importante dello spazio, intesa come disponibilità a “trasformarsi” secondo le diverse attività che vi si svolgono (ad esempio attraverso elementi facilmente spostabili, tende, ecc.).
Le scelte relative all’allestimento e ai materiali sono ovviamente collegate alle particolari esigenze dei percorsi proposti (quindi affrontate di seguito negli aspetti particolari).

LABORATORI

1) LA VALIGIA DI SHIGERU BAN

FINALITÀ

La manipolazione creativa dei materiali di recupero si intreccia con la storia reale (anche se in parte reinterpretata) di un fortunato esempio di architettura “sostenibile”.
Il laboratorio quindi non è fine a sé stesso ma sostenuto da una visione più ampia dei possibili significati del riuso i n termini di
utilità sociale, senza esaurirsi nella realizzazione di un particolare manufatto.

OBIETTIVI

Introdurre la tematica del riuso e delle sue implicazioni socio-ambientali.
Stimolare un approccio creativo e personale nella manipolazione.
Esercitare e sviluppare la manualità, anche con materiali insoliti.

TEMATICA

PRIMO INCONTRO

Shi geru Ban esiste davvero: è un architetto giapponese noto soprattutto per aver utilizzato tubi di cartone e materiale povero nella costruzione di abitazioni estemporanee destinate a popolazioni terremotate rimaste senza tetto. Il racconto della storia di Shigeru Ban è accompagnato dagli oggetti contenuti nella sua valigia e dalle soluzioni da lui escogitate per reinventare oggetti di ogni tipo, utilizzando in particolare il cartone da imballaggio. Al termine della storia, anche i bambini potranno ricostruire e decorare una casa di cartone smontabile.

SECONDO INCONTRO

Utilizzando materiali di recupero eterogenei, i bambini potranno costruire un dono da inviare a Shigeru Ban, preparando anche il pacco per la spedizione. La risposta di Shigeru Ban non mancherà e arriverà direttamente alla scuola materna il giorno successivo.

2) GIARDINI PORTATILI E MICROCOSMI IN SCATOLA

FINALITÀ E OBIETTIVI

Osservare e valorizzare l’ambiente circostante, sia naturale che artificiale, con particolare attenzione agli elementi di scarto.
Sviluppare sensibilità compositiva.
Stimolare la creatività ed esercitare la manualità.

TEMATICA

PRIMO INCONTRO

Alcuni giorni prima dell’incontro, i bambini sono invitati a cercare e raccogliere elementi naturali, come foglie, rametti, cortecce, terre, sabbia, conchiglie, semi, bacche, spighe, petali.
Durante il laboratorio, dopo aver osservato alcuni esempi, costruiremo un piccolo giardino portatile componendo gli elementi naturali dentro una scatola da scarpe trasformata con alcuni tagli e pieghe.

SECONDO INCONTRO

Alcuni giorni prima dell’incontro, i bambini sono invitati a cercare e raccogliere piccoli elementi artificiali, come tappi, bottoni, pezzetti di legno, plastica, metallo, stoffa,
Durante il laboratorio, dopo aver osservato alcuni esempi, costruiremo un piccolo microcosmo e il suo abitante componendo gli elementi artificiali dentro una scatola da scarpe (trasformata con tagli e pieghe). Ogni bambino potrà poi inventare e raccontare una storia ambientata nel suo piccolo mondo.

3) STORIE A ROVESCIO E VISTE DI SBIECO

FINALITÀ

Affrontare il tema multiculturale a partire dal concetto di diversità come qualità relativa e reversibile.
Esplicitare il concetto di diversità “relativa” in alcune situazioni ludiche utilizzando i materiali di recupero della ludoteca.

OBIETTIVI

Riflettere in modo critico e consapevole sulle diversità culturali.
Creare contesti ludici come spunti di riflessione e socializzazione.
Stimolare la creatività nell’utilizzo di materiali di recupero.

TEMATICA

PRIMO INCONTRO: Il filtro

Materializziamo con tanti occhiali diversi i “filtri” culturali ed emotivi attraverso i quali guardiamo il mondo intorno a noi. Gli occhiali permetteranno di vedere le cose in modi diversi: visioni colorate ma anche limitate e deviate da fori, fessure, distorsioni.

SECONDO INCONTRO: Il punto di vista

Utilizzando oggetti e materiali di scarto eterogenei costruiamo dei bizzarri personaggi per imparare a cambiare i punti di vista e per stimolare lo spirito di osservazione. Le case in cui sono rinchiusi e da cui li osserviamo ci presentano scorci ingannevoli e l’identità si ricompone solo grazie a molteplici sguardi attraverso tutte le finestre.

TERZO INCONTRO: Il contesto

A seconda del contesto o dello sfondo in cui è inserito un elemento risulta in tegrato o isolato, diverso. Utilizzando vecchie riviste costruiamo un teatrino per fare interagire dei personaggi caratterizzati da una texture uguale o diversa rispetto quella dello sfondo, relativizzando il concetto di diversità.

4) COMPOSIZIONI CON IMPREVISTO

FINALITÀ E OBIETTIVI

Osservare e valorizzare l’ambiente circostante, sia naturale che artificiale, con particolare attenzione agli elementi di scarto.
Sviluppare abilità e sensibilità compositiva.
Stimolare la creatività e la propria espressione personale liberandosi dagli stereotipi.
Stimolare lo spirito critico creando contesti che invitano a rimettersi sempre in discussione.

TEMATICA

PRIMO INCONTRO: Sasso forbice carta

Sassi e carta, pesantezza e leggerezza, sono i materiali usati nel laboratorio: due materiali comuni ma, se osservati con attenzione e utilizzati con creatività, dotati di grande potenzialità espressiva e comunicativa. Nella loro estrema semplicità e in questo insolito accostamento, sassi e carta non ci suggeriscono soluzioni già viste costringendoci a sperimentare in prima persona percorsi nuovi.
Prima del laboratorio, saranno brevemente introdotti alcuni criteri compositivi alla base della comunicazione visiva (ripetizione; ordine/disordine; simmetria/asimmetria; vuoto/pieno, ecc.).
I bambini potranno“fare la spesa” scegliendo alcuni tra i materiali esposti per poi costruire piccole sculture e oggetti basati. Unica regola da seguire: essere coerenti con uno dei criteri compositivi (spiegati inizialmente), che dovrà essere estratto a sorte da ciascun bambino.

SECONDO INCONTRO: Stoffa corda bottiglia

Seguendo l’iter del primo incontro, saranno realizzati altri esercizi di composizione basati sull’accostamento di altri due materiali (stoffa - bottiglie di plastica) e su un altro criterio formale “imprevisto”.

TERZO INCONTRO: L’ imprevisto

Durante l’ultimo laboratorio viene introdotta a sorpresa un’ulteriore variabile: a due a due, le opere realizzate da due bambini diversi dovranno unirsi in un'unica composizione. Inizia così una riflessione comune e la ricerca di un senso nuovo (rispettando entrambi i criteri di riferimento), che potrà portare a evidenziare certi elementi o a eliminarne altri, a capovolgere, separare, stupire, rimettendo in discussione il propri o operato.

Banchetti itineranti

Riù all’occorrenza si trasferisce temporaneamente in piazze, strade e cortili attraverso un banchetto allestito come una bancarella di frutta e verdura, piena di cassette colorate con grande quantità di materiali di recupero più disparati. I bambini possono fare la spesa scegliendo i materiali che preferiscono, con i materiali raccolti i bambini realizzeranno opere a tema o di libera invenzione.

Abbiamo partecipato a:

Fano, città dei bambini 28 maggio 2006
Pesaro: settimana dedicata all’infanzia dal21 al 28 maggio 2006
Festa nazionale dell’unità dal 31 agosto al 19 settembre 2006